Fabrizio Bocca: "Juve eccezione del mercato"
Incassare per poi reinvestire. Il tifoso di calcio italiano ha sentito questo ritornello molte volte da qualche anno a questa parte. La precarietà presente nelle casse delle società (che convivono con l'incubo continuo del fair play finanziario) è una realtà assodata. Questi i presupposti da cui è partito il giornalista de La Repubblica Fabrizio Bocca per sottolineare come - Juventus a parte - i club di Serie A si siano imposti negli ultimi anni un 'modello di mercato' che rischia di inficiare il livello delle rose: "Il mercato è cominciato dagli allenatori di Inter, Milan, Napoli e Roma una vera e propria rivoluzione (posto che davvero cambino tutti…) che sta investendo molte grandi squadre. Ed è anche giusto così, il mercato deve cominciare dalla testa, e dunque prima l’allenatore e poi i giocatori.
Poi però, a parte la Juventus che sta trattando Higuain e probabilmente qualche altro grande calciatore, mi sembra più che altro il solito mercato a vendere. Vendere cioè per rifinanziarsi e provare a moltiplicare così pane e pesci. Operazione ad esempio che l’Udinese ha fatto ripetutamente negli anni e anche con un certo successo, ma non è detto che riesca sempre. Ad esempio il Napoli che darà via Cavani per ricavarne quanto meno una bella fetta dei 63 milioni pattuiti di clausola di rescissione, riuscirà a fare una squadra più forte da mettere a disposizione di Benitez o chi per lui? E altrettanto la Fiorentina con Jovetic, alle prese col dubbio se darlo alla Juventus oppure all’estero. In teoria il meccanismo funziona, nella pratica il rischio di menomare pesantemente una squadra esiste, eccome".
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