Gazzetta - Ferrara: "Sapevo che Conte sarebbe rimasto. L'estero lo intriga, ma può aspettare"

Gazzetta - Ferrara: "Sapevo che Conte sarebbe rimasto. L'estero lo intriga, ma può aspettare"TuttoJuve.com
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sabato 18 maggio 2013, 09:20Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Ciro Ferrara, ex di Juventus e Sampdoria, ha rilasciato una lunga intervista a "La Gazzetta dello Sport". Ecco i passaggi principali: "Rompo il silenzio? Dopo l’esonero era giusto aspettare la salvezza matematica. Non che abbia mai avuto dubbi, ma ora ho le idee ancora più chiare. Io ho fatto 17 punti e Rossi 22? O non siete bravi in matematica, o si analizzano dati diversi. Il paragone va fatto sulla stessa fetta di campionato, dal Milan al Catania. Così Rossi ha un solo punto in più di me. Nulla contro Delio, professionista che stimo. Ma i risultati che abbiamo ottenuto sono identici, come le stesse sono state le difficoltà, tra infortuni, squalifiche ed espulsioni, in mezzo alle quali abbiamo dovuto faticare. L'esonero? In realtà avrei già dovuto intuirlo dalla domenica sera, atterrati a Genova da Catania, Sagramola, l’a.d., mi chiese se sarei stato in città il giorno successivo. Difatti mi telefonò per comunicarmi la scelta, motivandola con la necessità di migliorare la classifica: alle spalle ne abbiamo sempre tenute sette, oggi, alla luce dei fatti, questa scusa non regge. E tralascio il peso economico della decisione. Ma la scelta Ferrara era sempre stata di Sensibile e Teti, e mi dispiace che la mia sorte li abbia coinvolti, mai di Sagramola.

Dopo la vittoria nel derby era l’unico non così felice, magari gli avevo scombinato i piani. Modulo e dei giocatori mal impiegati? Cazzate, con un sistema diverso e con giocatori utilizzati altrove non è cambiato niente, anzi. È la riprova dell’ottimo lavoro da me svolto. Possibile che non abbia mai commesso errori? Certo che ne ho fatti. Oggi posso sembrare paraculo, ma dopo 2 esoneri e altrettante volte che i risultati non hanno dato ragione al mio allontanamento mi sento di dire la mia. Sarei stato più paraculo se dopo il derby fossi andato a festeggiare sotto la gradinata Sud. Lasciai gli applausi a chi li meritava, la squadra. Freddezza superata tra Conte e la Juve? Sapevo sarebbe rimasto, l’estero lo intriga ma ora può aspettare. Ad andarsene avrebbe fatto un errore. Esonero con la Juve? Mi trovai molto giovane con una grossa responsabilità, vincere subito, con una squadra che aveva bisogno di rinnovarsi e che si trovava a confrontarsi contro l’Inter, che era l’Inter del Triplete, e altri gruppi più attrezzati. Mi si imputava la scarsa esperienza, chi è venuto dopo ne aveva molta di più eppure ha avuto le stesse difficoltà".