Situazione attacco, tutti in bilico
Higuain, Suarez, Robben. Poi Diamanti, Ibra e Tevez. Sanchez, Jovetic e chi più ne ha più ne metta. Il calciomercato non è ancora iniziato ma è già partita la caccia al futuro attaccante della Juventus. Dopo un’annata in cui il reparto avanzato bianconero è stato il più rivisitato (e spesso il più criticato), Antonio Conte avrebbe chiesto alla società almeno un paio di innesti di valore europeo da inserire subito nel suo organico per far crescere il livello della rosa.
Marotta e Paratici non sono rimasti a guardare, ma tralasciando per un attimo il discorso in entrata, è chiaro che l’attuale parco attaccanti verrà sistemato anche con numerose partenze. Con ancora una giornata di campionato da giocare, sono 47 i centri realizzati dalle punte juventine in tutte le competizioni; 14 di Vucinic, 12 di Quagliarella, 11 di Giovinco e 10 di Matri. In uno schieramento di gioco come il 3-5-2 (poi modificato in un 3-5-1-1 al termine della stagione), spesso si è sentito dire che l’attacco dei neo-campioni d’Italia non è stato all’altezza di una difesa quasi impenetrabile e di un centrocampo stellare. È mancato il grande bomber, “quello dei venti gol garantiti” direbbe qualcuno.
Premesso che Conte ha sempre chiesto alle sue punte di muoversi molto e non solo di “buttarla dentro”, e premesso anche che Fernando Llorente figura già negli acquisti estivi, si può dire che con la scarsa vena realizzativa di Vucinic, la Juventus è stata priva di una vera prima punta. Per il montenegrino, stagione da croce e delizia: ha unito tecnica (ottima) e fisico a leziosismi e giocate quasi svogliate, che in certe occasioni hanno finito per indispettire parte dei tifosi. Si è anche sacrificato, finendo talvolta per decidere il match con lampi da campione, ma senza riuscire a cambiare radicalmente le sorti di una partita.
Quagliarella ha trovato poco spazio.
Tecnicamente - e tatticamente - non gli manca nulla; attaccante completo, di fantasia, di cattiveria e velocità che forse ha risentito troppo della continua alternanza con i suoi colleghi di reparto. Le cifre sono dalla sua, ma c’è il sospetto che se avesse giocato meno per se stesso, il numero di reti realizzate sarebbe stato maggiore. Giovinco è stato fortemente voluto da Conte nello scorso mercato estivo. L’allenatore l’ha sempre difeso di fronte alle accuse di poca concretezza e scarsa lucidità sotto porta. Il numero dodici si è impegnato molto, ha mostrato buone giocate ma non ha comunque convinto del tutto.
Matri, poi, unico vero centravanti a disposizione, ha fatto meglio nella seconda parte di campionato; ottimi movimenti (soprattutto con le difese alte), tanto lavoro e spesso grande difficoltà nel proteggere la palla negli spazi stretti. Qualcuno dice che avrebbe meritato più spazio, la sensazione è che non abbia mai soddisfatto pienamente il mister. Lasciando da parte le meteore Bendtner e Anelka, si può ancora aggiungere che mai è stato schierato lo sfortunato Pepe, il quale avrebbe potuto ripetere le grandi cose dell’anno precedente nelle vesti di esterno destro in un 4-3-3.
Squadra che vince si cambia, dunque. Così vuole Conte, alla ricerca di gente motivata, carica e capace di calarsi subito nel ruolo richiesto. Nessuno ha il posto assicurato, il mercato è lungo e i nomi che circolano sono un’infinità. L’Europa non aspetta più, tutti sono (stati) utili, nessuno sembra essere indispensabile.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

