Cobolli Gigli: "Io conto su Del Piero e Diego, per me vince la Juve"

Cobolli Gigli: "Io conto su Del Piero e Diego, per me vince la Juve"TuttoJuve.com
© foto di Filippo Gabutti
giovedì 3 dicembre 2009, 11:10Altre notizie
di Sergio Passacantando
fonte Corriere dello Sport

Sulle pagine del "Corriere dello Sport", l'intervista all'ex presidente della Juve, Giovanni Cobolli GIgli, evidenzia l'amore del tifoso per la propria squadra. Cobolli Gigli sta vivendo quiesta viglia con una intensità crescente: "Con dentro l’adrenalina che dà la pas­sione per la propria squadra:- dichiara - che, mi creda, è rimasta intatta e dunque è tan­ta".

Possibilità di vederla allo stadio?
«Nessuna. Non ci sono mai andato, non credo di andarci più. Ma ciò non na­sconde alcun atteggiamento polemico, sia chiarissimo: io sono e resterò tifoso della Juventus, ma lo stadio non imma­gino possa restare un mio luogo di fre­quentazione. Parentesi della mia vita che si è chiusa, vado oltre».

Giudizio secco sull’avversaria.
«L’Inter è una portaerei. Ha valori as­soluti che restano inarrivabili, ma che sono stati avvicinati e possono comun­que esser messi in discussione. Però è indiscutibile che nell’ultimo decennio, gli investimenti abbiano contribuito ad allestire un organico di enorme spesso­re».

Quasi invincibile, quindi?
«Non dico ciò, però. E’ evidente che gli otto punti di vantaggio hanno dilata­to le distanze e che, in caso di sconfit­ta, diventerebbe complicato poter con­tinuare ad avere grandissime speranze di scudetto. Però, mai dire mai. Io ci credo».

Nella vittoria o nello scudetto?
«Cominciamo con il vincere, poi si ve­drà. I campionati si decidono nel giro­ne di ritorno, quando - come dimostra la storia dei campionati - club che sem­brano inarrivabili hanno dilapidato un patrimonio di punti quasi inestimabi­le».



La sua Juventus ha ricostruito - e ve­locemente, felicemente - dalle mace­rie di Calciopoli, ma quanto ancora re­sta da fare per restringere la forbice dall’Inter?
«I Diego, i Felipe Melo, i Cannavaro, i Caceres sono serviti e tanto per ridi­mensionare il gap, ora c’è una struttu­ra ch’è ulteriormente sviluppata. Serve lavoro quotidiano e pazienza, ma nel calcio spesso si va di fretta. L’Inter è un vascello poderoso, però dopodoma­ni sera si può pensare di batterla».

Scelga il personaggio della serata.
«Non vorrei che fosse Balotelli...».

Concetto ampio, par di capire, con al­lusioni extracalcistiche.
«C’è una tendenza crescente che è og­gettiva, negli stadi. Però a me sembra che talvolta i corsi e gli sfottò rappre­sentino il frutto di una violenza verba­le. Però il razzismo va tenuto d’occhio».

Torniamo in campo, allora...
«Protagonisti saranno i calciatori, co­me sempre. Io conto su Del Piero e Diego, il valore aggiunto che sinora non è stato espresso per una serie di accidenti che hanno contribuito a scin­dere la coppia. Abbiamo bisogno del lo­ro estro e del loro talento».