Cobolli Gigli: "Io conto su Del Piero e Diego, per me vince la Juve"
Sulle pagine del "Corriere dello Sport", l'intervista all'ex presidente della Juve, Giovanni Cobolli GIgli, evidenzia l'amore del tifoso per la propria squadra. Cobolli Gigli sta vivendo quiesta viglia con una intensità crescente: "Con dentro l’adrenalina che dà la passione per la propria squadra:- dichiara - che, mi creda, è rimasta intatta e dunque è tanta".
Possibilità di vederla allo stadio?
«Nessuna. Non ci sono mai andato, non credo di andarci più. Ma ciò non nasconde alcun atteggiamento polemico, sia chiarissimo: io sono e resterò tifoso della Juventus, ma lo stadio non immagino possa restare un mio luogo di frequentazione. Parentesi della mia vita che si è chiusa, vado oltre».
Giudizio secco sull’avversaria.
«L’Inter è una portaerei. Ha valori assoluti che restano inarrivabili, ma che sono stati avvicinati e possono comunque esser messi in discussione. Però è indiscutibile che nell’ultimo decennio, gli investimenti abbiano contribuito ad allestire un organico di enorme spessore».
Quasi invincibile, quindi?
«Non dico ciò, però. E’ evidente che gli otto punti di vantaggio hanno dilatato le distanze e che, in caso di sconfitta, diventerebbe complicato poter continuare ad avere grandissime speranze di scudetto. Però, mai dire mai. Io ci credo».
Nella vittoria o nello scudetto?
«Cominciamo con il vincere, poi si vedrà. I campionati si decidono nel girone di ritorno, quando - come dimostra la storia dei campionati - club che sembrano inarrivabili hanno dilapidato un patrimonio di punti quasi inestimabile».
La sua Juventus ha ricostruito - e velocemente, felicemente - dalle macerie di Calciopoli, ma quanto ancora resta da fare per restringere la forbice dall’Inter?
«I Diego, i Felipe Melo, i Cannavaro, i Caceres sono serviti e tanto per ridimensionare il gap, ora c’è una struttura ch’è ulteriormente sviluppata. Serve lavoro quotidiano e pazienza, ma nel calcio spesso si va di fretta. L’Inter è un vascello poderoso, però dopodomani sera si può pensare di batterla».
Scelga il personaggio della serata.
«Non vorrei che fosse Balotelli...».
Concetto ampio, par di capire, con allusioni extracalcistiche.
«C’è una tendenza crescente che è oggettiva, negli stadi. Però a me sembra che talvolta i corsi e gli sfottò rappresentino il frutto di una violenza verbale. Però il razzismo va tenuto d’occhio».
Torniamo in campo, allora...
«Protagonisti saranno i calciatori, come sempre. Io conto su Del Piero e Diego, il valore aggiunto che sinora non è stato espresso per una serie di accidenti che hanno contribuito a scindere la coppia. Abbiamo bisogno del loro estro e del loro talento».
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