LO SCIENZIATO DEL CALCIO - Nordsjaelland
Nordsjaelland
Formazione: (4-2-3-1) J.Hansen; Parkhurst, Okore, Runje, Mtiliga; Adu, Stokholm; Lorentzen, Christensen (Beckmann), John; Nordstrand.
Difesa: Una retroguardia tendenzialmente radicata sulla zolla, necessita del supporto dei centrocampisti per consolidare la diga. L’elemento più importante, vuoi per dati anagrafici, vuoi per potenzialità è Jores Okore, ventenne di origini ivoriane e nazionale danese. Un giovane possente che si porta in spalla la guida della difesa, ha grande corsa e fisico prestante. Spesso si fa vedere in avanti forte delle sue grandi leve da alano, è considerato da molti una grande promessa: nonostante sia raccomandato addirittura da uno dei simboli del calcio danese come Peter Schmeichel che lo consigliò niente di meno che al Manchester Utd, prestazioni alla mano non dimostra tutta questa caratura da grande stella, chiedere ai reduci bianconeri dell’ultimo torneo di Viareggio che si imposero sui pari età nell’unico precedente tra le due squadre in un sonoro 6-1 con Okore in affanno sulle incursioni del team di Mister Baroni. L’altro centrale è il croato Ivan Runje, altro giovane molto fisico, soffre i giocatori di movimento e reduce da una prestazione tragica contro il Chelsea. A completare il reparto i due terzini Mtiliga (addetto più alla copertura, data la compresenza sulla stessa corsia dell’avanzato John) e il nazionale stelle e strisce Parkhurst: quest’ultimo ha il compito di spingere sulla fascia destra ma di contro patisce i raid avversari e il ritorno quindi in posizione. In sintesi una difesa che soffre molto la vivacità e gli scambi dell’avversario e afflitta dal gioco sugli esterni.
Centrocampo: Davanti alla difesa vige Enoch Adu, mediano di contenimento che si abbassa spesso per ricevere il pallone, riesce ad andare in tilt con il pressing alle costole. Accanto a lui la bandiera e capitano della squadra Nicolai Stokholm , con una carta d’identità ingiallita da trentasei campane suonate dimostra ancora grande affidabilità, dinamismo e giro della palla: sarà lui a distribuire il gioco. Sarà questo l’argine che dovrà sopportare e supportare i tre giocatori che agiscono più avanti dietro l’unica punta. I due esterni avanzati sono piuttosto addestrati a convergere al centro in cerca della triangolazione o ancora per il tiro piuttosto che allargare il gioco in cerca del traversone (l’attaccante Nordstrand non è proprio una cima e predilige la palla tra i piedi): quindi Lorentzen a destra e Joshua John a sinistra. Su quest’ultimo è opportuno soffermarsi: il giocatore olandese in prestito dal Twente ha inaugurato la stagione in Superligaen con ben otto marcature e il vanto di goleador delle "tigri selvagge". Un esterno molto rapido dotato di un buon destro, la sua azione tipo è puntare il terzino e improvvisamente tagliare il campo ambendo ad una posizione ottimale per scagliare in porta. Pericoloso, non si incarta in dribbling sterili e senza deferenze si incunea nella linea difensiva, attenzione quindi. Dietro l’attaccante ci sarà Christensen o Beckmann, in sostanza le differenze stanno in questo:il primo è giovanissimo, brevilineo molto scaltro e veloce, il secondo è dotato di piedi raffinati e può ambire a candidarsi assist-man per l’ultimo passaggio alla punta.
Attacco: Nordstrand è il terminale offensivo dei danesi. Il giocatore si è sbloccato proprio nell’ultimo match di campionato contro il Silkeborg dopo un lungo digiuno. Una carriera in discesa per l’attaccante che dopo essersi laureato capocannoniere della stagione 2008/2009 ha visto la sua statistica score precipitare nel pozzo degli allergici al goal viste anche le sporadiche apparizioni per via di molti infortuni e acciacchi. Tanto movimento per appoggiare la sfera ai compagni e molta generosità non sono ripagati dalle poche occasioni che gli si presentano poiché la sua posizione rischia di risucchiarlo spesso in mezzo ai centrali difensivi di turno e la sua stazza non proprio da nibelungo non aiuta a farsi spazio.
Età Media: 24,4
Strategia di gioco: Il Nordsjaelland è una squadra votata all’attacco, per via di un modulo abbastanza offensivo e caratteristiche tecniche dei giocatori. Il gioco è dettato da Stokholm che dialoga spesso con la punta centrale, la quale indietreggia per appoggiare i palloni e trascinarsi la marcatura oltre confine: in questo modo John e Lorentzen possono approfittare con inserimenti e tagli centrali. Quindi grande dialogo tra i giocatori avanzati e giro palla continuo; la squadra di Hjulmand cerca di addormentare l’avversario e colpirlo più con gli esterni alti che con l’attaccante. In difesa qualche defezione data da una linea difensiva non troppo rapida che comunque riesce ad essere efficace in copertura soprattutto perché spesso è rinvigorita dai due mediani che completano uno soglia di sbarramento di sei corazze.
Uomo chiave: Joshua John
Il Tallone d’Achille: Una difesa che si fa trovare sovente fuori posizione o addirittura sovraffollata e confusionaria e quattro giocatori a promuovere la fase offensiva che rinunciano alla copertura esaurite le energie ai tre quarti di match.
Le ultime partite dicono…: In Superligaen non si sta ripetendo la stagione passata con prestazioni altalenanti: tutto sommato i risultati in casa sono confortanti - imbattuti ad oggi. In Champion’s la musica cambia e infatti la sonora sconfitta per 4-0 con il Chelsea e il 2-0 patito contro lo Shaktar dimostrano che forse l’inesperienza su un palcoscenico internazionale può rivelare un po’ di imbarazzo.
Lo spunto dello scienziato: Un’equipe che non si è presentata dinanzi ai Blues di Di Matteo con particolari timori e che ha dato prova della grande voglia di sorprendere con un gioco movimentato da inserimenti e fitta rete di passaggi in fase di possesso palla e nella metà campo avversaria. Purtroppo per coach Hjulmand i suoi soffrono l’intensità caratteristica proprio della squadra campione d’Italia che a Copenhagen sarà guidata ancora da Alessio. E se il centrocampo è sempre stato il pregio e la delizia dei bianconeri, logico ipotizzare che sarà proprio lì che si vincerà la partita poiché difficilmente i danesi potranno attestare insofferenza al possesso palla, ordine e precisione nel riposizionarsi dietro la linea del pallone dato il modulo d’impostazione offensiva. Girare a vuoto consuma le forze e la lucidità viene meno: le statistiche dicono che la squadra capitanata da Stokholm cede vertiginosamente nel finale, momento in cui invece quelli di Conte sono molto abili a rivelare una preparazione atletica da marines indomiti. Sulla fascia sinistra si avrà tanto spazio per attaccare perché tra i due terzini Parkhurst ha anche il compito di attaccare e infatti spesso ha lasciato la zona di competenza preda dell’avversario: la falcata di Paolino De Ceglie e la sua prestanza a mettere in mezzo sarà sicuramente un’ottima arma per provare il blitz. In definitiva la Juventus affronta la squadra considerata "materasso" del girone consapevole che l’avversario non ha niente da perdere mentre i supercampioni d’Italia non hanno alcuna possibilità di fornire scarso impegno: Conte tiene sempre alta la tensione e le vittorie dimostrano anche che ogni partita, e soprattutto le sfide importanti, sono preparate con minuziosa attenzione, carica, motivazione. Partita importante non tanto per la caratura dell’avversario ma per quello che rappresenta la sfida: rimanere in corsa per la qualificazione. Il calcio insegna che anche il più timido avversario può trasformarsi in una bestia inferocita, quindi bisogna essere più famelici, graffianti, inviperiti. Ma questo Antonio Conte lo sa fin troppo bene. Quindi attenzione alla Juve, perché la gara con il Napoli è stata solo una premessa a quello che accadrà contro il Nordsjaelland.
L’equazione dice…: Nel week-end ci si è dimenticati di Mirko Vucinic, il calcolo produce il risultato di probabile uomo partita. Qualche numero consiglia che chi subentrerà lì davanti potrà partecipare alla fiera del goal: quindi l’attaccante che sostituirà il titolare, quindi anche occhio a Bendtner - potrebbe essere la sua occasione e gioca proprio in casa.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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