Corriere di Siena - Perinetti-Patron, adesso è tempo di lottare uniti
"Al buio,alla pioggia, alla neve, sgomentarsi l'amante non deve", inizia così una cavatina dell'operetta di inizio '900 "La pianella smarrita nelle neve". Il tempo infame di questi giorni avrebbe potuto ulteriormente raffreddare gli entusiasmi dell'amante (inteso come popolo bianconero) per i risultati del calciomercato non pari alle aspettative generali, ma la passione per l'amata Robur è tale che non ci possono essere avversità in grado di stemperarla o spengerla. Se si guarda la situazione senza eccessi, si deve riflettere sul fatto che ogni medaglia ha il suo rovescio. Intanto ricordare che impostare il mercato tanto per fare "ammuina", cioè agitarsi senza costrutto, era una prospettiva rifiutata da tutti non nei giorni di gennaio, ma da sempre perchè nessuno ama essere preso per "il sellino". Mandare in aria tanti palloncini colorati per dimostrare che Perinetti all'Atahotel era impegnato giorno e notte per portare a Siena i grossi calibri, sarebbe stata una provocazione lunga sì e no lo spazio di un mattino perché se pur tifosi, non abbiamo mai visto nessuno di loro con la campanella al naso e la sveglia appesa al collo. Operazioni tutto fumo e niente arrosto avrebbero queste sì mandato su tutte le furie i senesi. E' vero anche il rovescio della medaglia. Nessuno pretendeva di vedere Messi, Ibra, De Rossi in bianconero, ma elementi che venissero a rinforzare una rosa di giocatori certamente da rispettare e tenere nella giusta considerazione e non da buttare nel cestino della carta straccia. Per la cronaca e la storia è giusto ricordare quali le premesse al calciomercato. In primis la necessità di mettere in equilibrio i conti della società. E' finito da un pezzo il tempo delle cicale spensierate che hanno caricato di debiti la società E' difficile da accettare, ma c'era la necessità di far camminare in contemporanea l'obbligo di tenere i conti in ordine (la riunione a Roma tra il presidente, il cda e Perinetti era stata indicativa del percorso) e fare mercato sia in uscita che in entrata. E' successo che per tutto il mese di gennaio tutti sono andati dietro il miraggio Amauri, Toni, Cacia, Jaquinta, Inzaghi, ma evidentemente erano inavvicinabili per il loro costo e Perinetti era legato alle indicazioni della società che dicevano prima vendere, poi acquistare.
Facile a dirsi, non a farsi quando capita che gli uomini ritenuti da Sannino da cedere per alleggerire la rosa e non costringerlo a mandare in tribuna ogni volta diversi di loro, hanno rifiutato il trasferimento. Si capisce allora la delusione dei tifosi, la dura contrapposizione di una parte di loro nei confronti del presidente Mezzaroma, accusato di non aver messo mano al portafoglio. E' storia di ieri, ma c'è un'altra storia, questa volta responsabile, da leggere e valutare. Il presidente avrebbe potuto "farsi bello con il sol di maggio", cedere un paio di elementi da scegliere tra Rossettini, Bolzoni, Destro, Brienza, Pegolo, Gazzi tanto per fare qualche nome e poi con il denaro incassato far arrivare a Siena un numero doppio degli elementi ceduti. Tutti contenti? Forse sì, perché il battage sulla "conta" sarebbe stato alto. Tutto stava poi vedere se il "peso tecnico" di chi era partito veniva equilibrato da chi entrava. E vedremo se chi ha fatto operazioni del genere quanto ne ricaverà alla fine dei conti. Potrà certamente apparire una provocazione, ma noi rimaniamo convinti del detto latino "quieta non movere". Se tanti giocatori bianconeri sono stati a lungo nel mirino delle società avversarie evidentemente hanno un valore tecnico indiscutibile. Il fatto che siano tutti rimasti è garanzia di sicurezza per il futuro bianconero. Perinetti si è dato un bel "3" in pagella perché ovviamente sperava di poter fare di più, quindi si è assunto la responsabilità del "flop di mercato", ma è davvero un flop? Giorgi e Bogdani daranno l'anima perché entrare in un ambiente che non li ha accolti con le fanfare. Andranno aiutati come fanno da sempre i senesi, ma la vera parola d'ordine deve essere "sempre e comunque dietro la Robur".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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