Un'aggressione sarebbe meno infame
Mi permetto di raccontare un rito che da circa venticinque anni avviene sull’asse Torino-Firenze, in occasione del confronto diretto tra Juventus e Fiorentina. Mi permetto e premetto che il rituale riguarda una minoranza viola, a suo modo rumorosa e appariscente.
Per non andare troppo indietro nel tempo mi attengo alla stagione attuale, con primo riferimento datato 17 ottobre 2009, giorno di Juventus-Fiorentina 1-1. C'è una “chiazza rossa” nel settore ospiti dell’Olimpico di Torino: un microgruppo indossa tante t-shirt di colore uguale (“red”), con la stessa stampa (“meno 39”). Per chi ignora, trentanove (bianconeri) sono i morti nella finale di Coppa Campioni 1985 vinta a Bruxelles contro il Liverpool.
Secondo riferimento.
Sabato scorso, prima del fischio d’inizio di Fiorentina-Juventus, alcuni ultras della Fiorentina cantano “You’ll never walk alone”, pezzo molto caro ai Reds. Poco male, se non che intonino un agghiacciante count-up da uno a trentanove.
Sottoscrivo quanto scrive repubblica.it: “Una minoranza di imbecilli che non deve più mettere piede in uno stadio”. Ma depenno Agi, che batte solo l’agenzia “Calcio: Fiorentina-Juve, condannati 3 tifosi bianconeri” circa lanci di petardi, omettendo il suddetto fatto. Signor giudice, mi permetto: “Se saltelli muore Balotelli”, a confronto, è una carezza.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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